Salmi da 41 a 45

SALMO 41

Beato l'uomo che ha cura del debole:
nel giorno della sventura il Signore lo libera.

Il Signore veglierà su di lui,
lo farà vivere beato sulla terra,
non lo abbandonerà in preda ai nemici.

Il Signore lo sosterrà sul letto del dolore;
tu lo assisti quando giace ammalato.

Io ho detto: "Pietà di me, Signore,
guariscimi: contro di te ho peccato".

I miei nemici mi augurano il male:
"Quando morirà e perirà il suo nome?".

Chi viene a visitarmi dice il falso,
il suo cuore cova cattiveria
e, uscito fuori, sparla.

Tutti insieme, quelli che mi odiano
contro di me tramano malefìci,
hanno per me pensieri maligni:

"Lo ha colpito una malattia infernale;
dal letto dove è steso non potrà più rialzarsi".

Anche l'amico in cui confidavo,
che con me divideva il pane,
contro di me alza il suo piede.

Ma tu, Signore, abbi pietà, rialzami,
che io li possa ripagare.

Da questo saprò che tu mi vuoi bene:
se non trionfa su di me il mio nemico.

Per la mia integrità tu mi sostieni
e mi fai stare alla tua presenza per sempre.

Sia benedetto il Signore, Dio d'Israele,
da sempre e per sempre. Amen, amen.



SALMO 42

Come la cerva anela
ai corsi d'acqua,

così l'anima mia anela
a te, o Dio.

L'anima mia ha sete di Dio,
del Dio vivente:

quando verrò e vedrò
il volto di Dio?

Le lacrime sono il mio pane
giorno e notte,

mentre mi dicono sempre:
"Dov'è il tuo Dio?".

Questo io ricordo
e l'anima mia si strugge:

avanzavo tra la folla,
la precedevo fino alla casa di Dio,

fra canti di gioia e di lode
di una moltitudine in festa.

Perché ti rattristi, anima mia,
perché ti agiti in me?

Spera in Dio: ancora potrò lodarlo,
lui, salvezza del mio volto e mio Dio.

In me si rattrista l'anima mia;
perciò di te mi ricordo

dalla terra del Giordano e dell'Ermon,
dal monte Misar.

Un abisso chiama l'abisso
al fragore delle tue cascate;

tutti i tuoi flutti e le tue onde
sopra di me sono passati.

Di giorno il Signore mi dona il suo amore
e di notte il suo canto è con me,
preghiera al Dio della mia vita.

Dirò a Dio: "Mia roccia!
Perché mi hai dimenticato?

Perché triste me ne vado,
oppresso dal nemico?".

Mi insultano i miei avversari
quando rompono le mie ossa,

mentre mi dicono sempre:
"Dov'è il tuo Dio?".

Perché ti rattristi, anima mia,
perché ti agiti in me?

Spera in Dio: ancora potrò lodarlo,
lui, salvezza del mio volto e mio Dio.



SALMO 43

Fammi giustizia, o Dio,
difendi la mia causa contro gente spietata;
liberami dall'uomo perfido e perverso.

Tu sei il Dio della mia difesa:
perché mi respingi?

Perché triste me ne vado,
oppresso dal nemico?

Manda la tua luce e la tua verità:
siano esse a guidarmi,

mi conducano alla tua santa montagna,
alla tua dimora.

Verrò all'altare di Dio,
a Dio, mia gioiosa esultanza.

A te canterò sulla cetra,
Dio, Dio mio.

Perché ti rattristi, anima mia,
perché ti agiti in me?

Spera in Dio: ancora potrò lodarlo,
lui, salvezza del mio volto e mio Dio.



SALMO 44

Dio, con i nostri orecchi abbiamo udito,
i nostri padri ci hanno raccontato

l'opera che hai compiuto ai loro giorni,
nei tempi antichi.

Tu, per piantarli, con la tua mano hai sradicato le genti,
per farli prosperare hai distrutto i popoli.

Non con la spada, infatti, conquistarono la terra,
né fu il loro braccio a salvarli;

ma la tua destra e il tuo braccio e la luce del tuo volto,
perché tu li amavi.

Sei tu il mio re, Dio mio,
che decidi vittorie per Giacobbe.

Per te abbiamo respinto i nostri avversari,
nel tuo nome abbiamo annientato i nostri aggressori.

Nel mio arco infatti non ho confidato,
la mia spada non mi ha salvato,

ma tu ci hai salvati dai nostri avversari,
hai confuso i nostri nemici.

In Dio ci gloriamo ogni giorno
e lodiamo per sempre il tuo nome.

Ma ora ci hai respinti e coperti di vergogna,
e più non esci con le nostre schiere.

Ci hai fatto fuggire di fronte agli avversari
e quelli che ci odiano ci hanno depredato.

Ci hai consegnati come pecore da macello,
ci hai dispersi in mezzo alle genti.

Hai svenduto il tuo popolo per una miseria,
sul loro prezzo non hai guadagnato.

Hai fatto di noi il disprezzo dei nostri vicini,
lo scherno e la derisione di chi ci sta intorno.

Ci hai resi la favola delle genti,
su di noi i popoli scuotono il capo.

Il mio disonore mi sta sempre davanti
e la vergogna copre il mio volto,

per la voce di chi insulta e bestemmia
davanti al nemico e al vendicatore.

Tutto questo ci è accaduto
e non ti avevamo dimenticato,
non avevamo rinnegato la tua alleanza.

Non si era vòlto indietro il nostro cuore,
i nostri passi non avevano abbandonato il tuo sentiero;

ma tu ci hai stritolati in un luogo di sciacalli
e ci hai avvolti nell'ombra di morte.

Se avessimo dimenticato il nome del nostro Dio
e teso le mani verso un dio straniero,

forse che Dio non lo avrebbe scoperto,
lui che conosce i segreti del cuore?

Per te ogni giorno siamo messi a morte,
stimati come pecore da macello.

Svégliati! Perché dormi, Signore?
Déstati, non respingerci per sempre!

Perché nascondi il tuo volto,
dimentichi la nostra miseria e oppressione?

La nostra gola è immersa nella polvere,
il nostro ventre è incollato al suolo.

Àlzati, vieni in nostro aiuto!
Salvaci per la tua misericordia!



SALMO 45

Liete parole mi sgorgano dal cuore:
io proclamo al re il mio poema,
la mia lingua è come stilo di scriba veloce.

Tu sei il più bello tra i figli dell'uomo,
sulle tue labbra è diffusa la grazia,
perciò Dio ti ha benedetto per sempre.

O prode, cingiti al fianco la spada,
tua gloria e tuo vanto,
e avanza trionfante.

Cavalca per la causa della verità,
della mitezza e della giustizia.
La tua destra ti mostri prodigi.

Le tue frecce sono acute -
sotto di te cadono i popoli -,
colpiscono al cuore i nemici del re.

Il tuo trono, o Dio, dura per sempre;
scettro di rettitudine è il tuo scettro regale.

Ami la giustizia e la malvagità detesti:
Dio, il tuo Dio, ti ha consacrato
con olio di letizia, a preferenza dei tuoi compagni.

Di mirra, àloe e cassia
profumano tutte le tue vesti;

da palazzi d'avorio ti rallegri
il suono di strumenti a corda.

Figlie di re fra le tue predilette;
alla tua destra sta la regina, in ori di Ofir.

Ascolta, figlia, guarda, porgi l'orecchio:
dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre;

il re è invaghito della tua bellezza.
È lui il tuo signore: rendigli omaggio.

Gli abitanti di Tiro portano doni,
i più ricchi del popolo cercano il tuo favore.

Entra la figlia del re: è tutta splendore,
tessuto d'oro è il suo vestito.

È condotta al re in broccati preziosi;
dietro a lei le vergini, sue compagne,
a te sono presentate;

condotte in gioia ed esultanza,
sono presentate nel palazzo del re.

Ai tuoi padri succederanno i tuoi figli;
li farai prìncipi di tutta la terra.

Il tuo nome voglio far ricordare per tutte le generazioni;
così i popoli ti loderanno in eterno, per sempre.