Salmi da 86 a 90

Salmo 86

Signore, tendi l’orecchio, rispondimi,
perché io sono povero e misero.

Custodiscimi perché sono fedele;
tu, Dio mio, salva il tuo servo, che in te confida.

Pietà di me, Signore,
a te grido tutto il giorno.

Rallegra la vita del tuo servo,
perché a te, Signore, rivolgo l’anima mia.

Tu sei buono, Signore, e perdoni,
sei pieno di misericordia con chi t’invoca.

Porgi l’orecchio, Signore, alla mia preghiera
e sii attento alla voce delle mie suppliche.

Nel giorno dell’angoscia alzo a te il mio grido
perché tu mi rispondi.

Fra gli dèi nessuno è come te, Signore,
e non c’è nulla come le tue opere.

Tutte le genti che hai creato verranno
e si prostreranno davanti a te, Signore,
per dare gloria al tuo nome.

Grande tu sei e compi meraviglie:
tu solo sei Dio.

Mostrami, Signore, la tua via,
perché nella tua verità io cammini;

tieni unito il mio cuore,
perché tema il tuo nome.

Ti loderò, Signore, mio Dio, con tutto il cuore
e darò gloria al tuo nome per sempre,

perché grande con me è la tua misericordia:
hai liberato la mia vita dal profondo degli inferi.

O Dio, gli arroganti contro di me sono insorti
e una banda di prepotenti insidia la mia vita,
non pongono te davanti ai loro occhi.

Ma tu, Signore, Dio misericordioso e pietoso,
lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà,

volgiti a me e abbi pietà:
dona al tuo servo la tua forza,
salva il figlio della tua serva.

Dammi un segno di bontà;
vedano quelli che mi odiano e si vergognino,
perché tu, Signore, mi aiuti e mi consoli.

 

Salmo 87

Sui monti santi egli l’ha fondata;
il Signore ama le porte di Sion
più di tutte le dimore di Giacobbe.

Di te si dicono cose gloriose,
città di Dio!

Iscriverò Raab e Babilonia
fra quelli che mi riconoscono;

ecco Filistea, Tiro ed Etiopia:
là costui è nato.

Si dirà di Sion:
«L’uno e l’altro in essa sono nati
e lui, l’Altissimo, la mantiene salda».

Il Signore registrerà nel libro dei popoli:
«Là costui è nato».

E danzando canteranno:
«Sono in te tutte le mie sorgenti».

 

Salmo 88

Signore, Dio della mia salvezza,
davanti a te grido giorno e notte.

Giunga fino a te la mia preghiera,
tendi l’orecchio alla mia supplica.

Io sono sazio di sventure,
la mia vita è sull’orlo degli inferi.

Sono annoverato fra quelli che scendono nella fossa,
sono come un uomo ormai senza forze.

Sono libero, ma tra i morti,
come gli uccisi stesi nel sepolcro,

dei quali non conservi più il ricordo,
recisi dalla tua mano.

Mi hai gettato nella fossa più profonda,
negli abissi tenebrosi.

Pesa su di me il tuo furore
e mi opprimi con tutti i tuoi flutti.

Hai allontanato da me i miei compagni,
mi hai reso per loro un orrore.

Sono prigioniero senza scampo,
si consumano i miei occhi nel patire.

Tutto il giorno ti chiamo, Signore,
verso di te protendo le mie mani.

Compi forse prodigi per i morti?
O si alzano le ombre a darti lode?

Si narra forse la tua bontà nel sepolcro,
la tua fedeltà nel regno della morte?

Si conoscono forse nelle tenebre i tuoi prodigi,
la tua giustizia nella terra dell’oblio?

Ma io, Signore, a te grido aiuto
e al mattino viene incontro a te la mia preghiera.

Perché, Signore, mi respingi?
Perché mi nascondi il tuo volto?

Sin dall’infanzia sono povero e vicino alla morte,
sfinito sotto il peso dei tuoi terrori.

Sopra di me è passata la tua collera,
i tuoi spaventi mi hanno annientato,

mi circondano come acqua tutto il giorno,
tutti insieme mi avvolgono.

Hai allontanato da me amici e conoscenti,
mi fanno compagnia soltanto le tenebre.

 

Salmo 89

Canterò in eterno l’amore del Signore,
di generazione in generazione

farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà,
perché ho detto: «È un amore edificato per sempre;
nel cielo rendi stabile la tua fedeltà».

«Ho stretto un’alleanza con il mio eletto,
ho giurato a Davide, mio servo.

Stabilirò per sempre la tua discendenza,
di generazione in generazione edificherò il tuo trono».

I cieli cantano le tue meraviglie, Signore,
la tua fedeltà nell’assemblea dei santi.

Chi sulle nubi è uguale al Signore,
chi è simile al Signore tra i figli degli dèi?

Dio è tremendo nel consiglio dei santi,
grande e terribile tra quanti lo circondano.

Chi è come te, Signore, Dio degli eserciti?
Potente Signore, la tua fedeltà ti circonda.

Tu domini l’orgoglio del mare,
tu plachi le sue onde tempestose.

Tu hai ferito e calpestato Raab,
con braccio potente hai disperso i tuoi nemici.

Tuoi sono i cieli, tua è la terra,
tu hai fondato il mondo e quanto contiene;

il settentrione e il mezzogiorno tu li hai creati,
il Tabor e l’Ermon cantano il tuo nome.

Tu hai un braccio potente,
forte è la tua mano, alta la tua destra.

Giustizia e diritto sono la base del tuo trono,
amore e fedeltà precedono il tuo volto.

Beato il popolo che ti sa acclamare:
camminerà, Signore, alla luce del tuo volto;

esulta tutto il giorno nel tuo nome,
si esalta nella tua giustizia.

Perché tu sei lo splendore della sua forza
e con il tuo favore innalzi la nostra fronte.

Perché del Signore è il nostro scudo,
il nostro re, del Santo d’Israele.

Un tempo parlasti in visione ai tuoi fedeli, dicendo:
«Ho portato aiuto a un prode,
ho esaltato un eletto tra il mio popolo.

Ho trovato Davide, mio servo,
con il mio santo olio l’ho consacrato;

la mia mano è il suo sostegno,
il mio braccio è la sua forza.

Su di lui non trionferà il nemico
né l’opprimerà l’uomo perverso.

Annienterò davanti a lui i suoi nemici
e colpirò quelli che lo odiano.

La mia fedeltà e il mio amore saranno con lui
e nel mio nome s’innalzerà la sua fronte.

Farò estendere sul mare la sua mano
e sui fiumi la sua destra.

Egli mi invocherà: “Tu sei mio padre,
mio Dio e roccia della mia salvezza”.

Io farò di lui il mio primogenito,
il più alto fra i re della terra.

Gli conserverò sempre il mio amore,
la mia alleanza gli sarà fedele.

Stabilirò per sempre la sua discendenza,
il suo trono come i giorni del cielo.

Se i suoi figli abbandoneranno la mia legge
e non seguiranno i miei decreti,

se violeranno i miei statuti
e non osserveranno i miei comandi,

punirò con la verga la loro ribellione
e con flagelli la loro colpa.

Ma non annullerò il mio amore
e alla mia fedeltà non verrò mai meno.

Non profanerò la mia alleanza,
non muterò la mia promessa.

Sulla mia santità ho giurato una volta per sempre:
certo non mentirò a Davide.

In eterno durerà la sua discendenza,
il suo trono davanti a me quanto il sole,

sempre saldo come la luna,
testimone fedele nel cielo».

Ma tu lo hai respinto e disonorato,
ti sei adirato contro il tuo consacrato;

hai infranto l’alleanza con il tuo servo,
hai profanato nel fango la sua corona.

Hai aperto brecce in tutte le sue mura
e ridotto in rovine le sue fortezze;

tutti i passanti lo hanno depredato,
è divenuto lo scherno dei suoi vicini.

Hai esaltato la destra dei suoi rivali,
hai fatto esultare tutti i suoi nemici.

Hai smussato il filo della sua spada
e non l’hai sostenuto nella battaglia.

Hai posto fine al suo splendore,
hai rovesciato a terra il suo trono.

Hai abbreviato i giorni della sua giovinezza
e lo hai coperto di vergogna.

Fino a quando, Signore, ti terrai nascosto: per sempre?
Arderà come fuoco la tua collera?

Ricorda quanto è breve la mia vita:
invano forse hai creato ogni uomo?

Chi è l’uomo che vive e non vede la morte?
Chi potrà sfuggire alla mano degli inferi?

Dov’è, Signore, il tuo amore di un tempo,
che per la tua fedeltà hai giurato a Davide?

Ricorda, Signore, l’oltraggio fatto ai tuoi servi:
porto nel cuore le ingiurie di molti popoli,

con le quali, Signore, i tuoi nemici insultano,
insultano i passi del tuo consacrato.

Benedetto il Signore in eterno.
Amen, amen.

 

Salmo 90

Signore, tu sei stato per noi un rifugio
di generazione in generazione.

Prima che nascessero i monti
e la terra e il mondo fossero generati,
da sempre e per sempre tu sei, o Dio.

Tu fai ritornare l’uomo in polvere,
quando dici: «Ritornate, figli dell’uomo».

Mille anni, ai tuoi occhi,
sono come il giorno di ieri che è passato,
come un turno di veglia nella notte.

Tu li sommergi:
sono come un sogno al mattino,

come l’erba che germoglia;
al mattino fiorisce e germoglia,
alla sera è falciata e secca.

Sì, siamo distrutti dalla tua ira,
atterriti dal tuo furore!

Davanti a te poni le nostre colpe,
i nostri segreti alla luce del tuo volto.

Tutti i nostri giorni svaniscono per la tua collera,
consumiamo i nostri anni come un soffio.

Gli anni della nostra vita sono settanta,
ottanta per i più robusti,

e il loro agitarsi è fatica e delusione;
passano presto e noi voliamo via.

Chi conosce l’impeto della tua ira
e, nel timore di te, la tua collera?

Insegnaci a contare i nostri giorni
e acquisteremo un cuore saggio.

Ritorna, Signore: fino a quando?
Abbi pietà dei tuoi servi!

Saziaci al mattino con il tuo amore:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.

Rendici la gioia per i giorni in cui ci hai afflitti,
per gli anni in cui abbiamo visto il male.

Si manifesti ai tuoi servi la tua opera
e il tuo splendore ai loro figli.

Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio:
rendi salda per noi l’opera delle nostre mani,
l’opera delle nostre mani rendi salda.