"Consacrali nella verità. La tua parola è verità" (Gv 17,17). Questa invocazione, eco della preghiera sacerdotale che Cristo rivolse al Padre nell’Ultima Cena, sembra salire dalla schiera di santi e beati, che lo Spirito di Dio, di generazione in generazione, va suscitando nella sua Chiesa. A duemila anni dall’inizio della Redenzione, oggi facciamo nostre quelle parole, mentre abbiamo dinanzi, quali modelli di santità, Agostino Zhao Rong e i 119 compagni, martiri in Cina. Dio Padre li ha «consacrati nel suo amore», esaudendo la domanda del Figlio, che per acquistargli «un popolo santo ha steso le braccia sulla croce e morendo ha distrutto la morte e proclamato la risurrezione» (cfr Pregh. eucar. II, Prefazio).
La Chiesa è oggi grata al suo Signore, che la benedice e la inonda di luce con il fulgore della santità di questi figli e figlie della Cina. La giovinetta Anna Wang, quattordicenne, resiste alle minacce del carnefice che la invita ad apostatare e, disponendosi alla decapitazione, con il viso raggiante, dichiara: «La porta del Cielo è aperta a tutti» e mormora per tre volte «Gesù». E il diciottenne Xi Zhuzi, a coloro che gli hanno appena tagliato il braccio destro e si preparano ascorticarlo vivo, grida impavido: «Ogni pezzo della mia carne, ogni goccia del mio sangue vi ripeteranno che io sono cristiano».
Uguale convinzione e gioia hanno testimoniato gli altri 85 cinesi, uomini e donne di ogni età e condizione, sacerdoti, religiose e laici, che hanno suggellato la propria indefettibile fedeltà a Cristo e alla Chiesa con il dono della vita. Ciò è avvenuto nell’arco di vari secoli e in complesse e difficili epoche della storia della Chiesa in Cina.
In questa schiera di Martiri risplendono anche 33 missionari e missionarie, che lasciarono la loro terra e cercarono di introdursi nella realtà cinese, assumendone con amore le caratteristiche, nel desiderio di annunciare Cristo e di servire quel popolo. Le loro tombe sono là, quasi a significare la loro definitiva appartenenza alla Cina, che essi, pur con i loro limiti umani, hanno sinceramente amato, spendendo per essa le loro energie. «Noi non abbiamo mai fatto del male a nessuno – risponde il vescovo Francesco Fogolla al governatore che si appresta a colpirlo con la propria spada –. Al contrario, abbiamo fatto del bene a molti».
Dall' "Omelia per la canonizzazione dei beati martiri cinesi»"di Giovanni Paolo II, papa
La Chiesa è oggi grata al suo Signore, che la benedice e la inonda di luce con il fulgore della santità di questi figli e figlie della Cina. La giovinetta Anna Wang, quattordicenne, resiste alle minacce del carnefice che la invita ad apostatare e, disponendosi alla decapitazione, con il viso raggiante, dichiara: «La porta del Cielo è aperta a tutti» e mormora per tre volte «Gesù». E il diciottenne Xi Zhuzi, a coloro che gli hanno appena tagliato il braccio destro e si preparano ascorticarlo vivo, grida impavido: «Ogni pezzo della mia carne, ogni goccia del mio sangue vi ripeteranno che io sono cristiano».
Uguale convinzione e gioia hanno testimoniato gli altri 85 cinesi, uomini e donne di ogni età e condizione, sacerdoti, religiose e laici, che hanno suggellato la propria indefettibile fedeltà a Cristo e alla Chiesa con il dono della vita. Ciò è avvenuto nell’arco di vari secoli e in complesse e difficili epoche della storia della Chiesa in Cina.
In questa schiera di Martiri risplendono anche 33 missionari e missionarie, che lasciarono la loro terra e cercarono di introdursi nella realtà cinese, assumendone con amore le caratteristiche, nel desiderio di annunciare Cristo e di servire quel popolo. Le loro tombe sono là, quasi a significare la loro definitiva appartenenza alla Cina, che essi, pur con i loro limiti umani, hanno sinceramente amato, spendendo per essa le loro energie. «Noi non abbiamo mai fatto del male a nessuno – risponde il vescovo Francesco Fogolla al governatore che si appresta a colpirlo con la propria spada –. Al contrario, abbiamo fatto del bene a molti».
Dall' "Omelia per la canonizzazione dei beati martiri cinesi»"di Giovanni Paolo II, papa