San Benedetto da Norcia

San Benedetto, figlio di un console romano esercitante in Umbria, si presume sia nato nel 480 a Norcia.
Deceduta la madre, all'età di 12 anni, insieme alla sorella Scolastica fu inviato a Roma per proseguire gli studi.
In questi anni il futuro San Benedetto, come si legge nei libro dei 'Dialoghi' di San Gregorio Magno papa, rigetta la vita mondana romana, abbandona beni e affetti per coltivare la vocazione eremitica fiorente in quel secolo.
Fu molto affascinato dai modelli di San Giovanni Battista nelle scritture e, nel suo secolo, di San Martino di Tours che in Gallia aveva avviato le prime comunità monastiche.
Dopo aver vissuto alcune esperienze, scelse di intraprendere una sua Via e di stabilirsi a Subiaco dove fondò la prima comunità benedettina: qui visse per ben trenta proficui anni, attirando tantissimi discepoli affascinati dalla sua Regola monastica.
Nel corso della sua vita San Benedetto creò 13 monasteri guidati secondo i dettami della sua Regola. Ogni monastero dava vita ad una comunità di 12 monaci guidati da un abate in costante comunione spirituale con gli altri monasteri.
All'età di ca 45 anni, a seguito di un fallito avvelenamento della sua persona, decise di trasferirsi a Montecassino, nel monastero da lui fondato.
Qui perfezionò la Regola, in un periodo storico nel quale il vagabondaggio monastico non permetteva la fondazione di comunità stabili e durature.
I principi cardini della Regola di San Benedetto furono espressi in alcune frasi divenute storiche fondamentali: 'Ora et Labora' prega e lavora / 'Stabilitas loci' permanenza perpetua nel monastero / 'Conversatio'  condotta morale e preghiera comunitaria.
Già in vita, come si menziona nei 'Dialoghi' di Papa Gregorio Magno papa, vennero attribuiti a San Benedetto molti miracoli.
San Benedetto muore presumibilmente nel 547 a Cassino e viene festeggiato il giorno 11 luglio di ogni anno nella Chiesa cattolica e il 14 marzo nella Chiesa ortodossa.
Papa Paolo VI lo proclamò Patrono d'Europa nel 1964.

Preghiera a San Benedetto


Padre buono, ti prego
dammi un’intelligenza che ti comprenda,
un animo che ti gusti,
una pensosità che ti cerchi,
una sapienza che ti trovi,
uno spirito che ti conosca,
un cuore che ti ami,
un pensiero che sia rivolto a te,
degli occhi che ti guardino,
una parola che ti piaccia,
una pazienza che ti segua,
una perseveranza che ti aspetti.

Oltre queste virtù, ti chiedo
di intercedere presso l’Altissimo per la grazia …

Pater, Ave, Gloria