Preghiera a Santa Rita da Cascia


O' gloriosa Santa Rita,
raccolti attorno a te con cuore lieto e riconoscente
ci affidiamo alla tua preghiera
che sappiamo potente presso Dio, Padre onnipotente e misericordioso.
Tu che hai vissuto le diverse condizioni della vita
e conosci le preoccupazioni e le ansie del cuore umano,
tu che hai saputo amare e perdonare
ed essere strumento di riconciliazione e di pace,
tu che hai seguito il Signore come il bene prezioso
davanti al quale impallidisce ogni altro bene,
ottieni per noi la grazia ...

e il dono della sapienza del cuore
che insegna a percorrere la via del Vangelo.
Guarda alle nostre famiglie e ai nostri giovani,
a quanti sono segnati dalla malattia,
dalla sofferenza e dalla solitudine,

Santa Rita, da tutti venerata come la Santa dei casi impossibili,
chiedi per tutti noi al Signore la grazia ...

e la fortezza e la consolazione dello Spirito,
la forza nella prova e la coerenza nelle azioni,
la perseveranza nella fede e nelle opere buone,
perché possiamo testimoniare davanti al mondo, in ogni circostanza,
la fecondità dell'amore e il senso autentico della vita,
fino a quando, al termine del nostro pellegrinaggio terreno,
saremo accolti nella casa del Padre,
dove insieme con te canteremo la sua lode
per i secoli eterni.
Amen

 

SANTA RITA DA CASCIA

Santa Rita da Cascia è nata nel 1381 in Umbria nei pressi di Perugia da genitori miti e nominati dal Comune 'Paceri di Cristo' nel pieno delle dispute tra Guelfi e Ghibellini.
Margherita Lotti (al secolo) sposò un ufficiale ghibellino, uomo violento che venne ucciso in un agguato, lasciando due figli che poco tempo dopo morirono di malattia.
Rita, donna umile e misericordiosa, perdonò agli aggressori e offrì al Signore il dolore della perdita dei figli.
Santa Rita ha quindi scelto di ritirarsi nel Monastero delle agostiniane di Cascia dove visse per quarant'anni fino alla morte il 22 maggio 1457, pregando, digiunando e lasciando l'eremo solo per assistere poveri e ammalati di Cascia.
Il Venerdì Santo 18 aprile 1432, nella cappella del Monastero, mentre pregava la Passione di Gesù, dalla corona di spine del Crocifisso parti una spina che andò a conficcarsi nella fronte di Santa Rita da Cascia e vi rimase per quindici anni sino alla morte della Santa. Le Ricognizioni del 1972 e del 1997 hanno rilevato segni evidenti di lesione ossea sulla fronte.
Negli ultimi anni di vita la lunga malattia la obbligò a fermarsi. A fianco del racconto tradizionale delle api (api bianche apparse sulla culla alla nascita e nere in morte), è sempre noto il racconto della rosa rossa: la Santa monaca Agostiniana in inverno invia una parente a raccogliere una rosa rossa in giardino e due fichi, la quale incredula
li trovò e portò a Santa Rita che lesse il fatto quale segno concessole dal Signore di salvezza per il marito e i due figli.
Santa Rita si può venerarla nella Basilica a lei dedicata a Cascia come la Santa dei casi impossibili, a motivo dei miracoli a lei attribuiti nel corso dei secoli.