CAPITOLO 40
Ove si continua a indirizzare lo spirito verso il raccoglimento interiore attraverso l’uso dei beni di cui si parla.
1. Il motivo per cui alcune persone spirituali non riescono mai ad entrare nella vera gioia dello
spirito è perché non si decidono a staccarsi dal godimento che procurano le cose esteriori e visibili.
Si ricordino che, se il luogo migliore e più adatto alla preghiera è il tempio o l’oratorio visibile, sel’immagine serve a questo scopo, non necessariamente si deve riservare il piacere e il godimento
spirituale al tempio visibile o all’immagine, dimenticando di pregare nel tempio vivo, che è la parte
più intima dell’anima. Questo è appunto quanto ci ricorda l’Apostolo quando dice: Non sapete che
siete tempio di Dio e lo Spirito Santo abita in voi? (1Cor 3,16). Questa riflessione ci riporta
all’affermazione di Cristo, già citata: I veri adoratori devono adorare in spirito e verità (Gv 4,24).
A Dio, infatti, interessano poco le tue preghiere e i tuoi luoghi ben adornati se, riponendo in queste
cose il tuo piacere e la tua soddisfazione, non sei distaccato interiormente e non hai la povertà
spirituale, la quale consiste nella rinuncia a tutte le cose che puoi possedere.
2. Per purificare la volontà dalla gioia e dalla vana soddisfazione che provi in queste cose e
indirizzarla a Dio nella tua preghiera, devi fare in modo che la tua coscienza sia pura, la tua volontà
sia rivolta interamente a Dio e la tua mente unicamente fissa in lui. Poi, come ho già detto, devi
scegliere il luogo più appartato e solitario possibile per mettere tutta la gioia della volontà nel
pregare e glorificare Dio. Quanto ai piccoli sentimenti di devozione, non farci caso, anzi cerca di
respingerli. Se l’anima, infatti, si abitua al sapore della devozione sensibile, non riuscirà mai a
possedere, attraverso il raccoglimento interiore, le forti dolcezze spirituali, che si trovano nella
nudità dello spirito.