CAPITOLO 41
Ove si parla di alcuni danni ai quali si espongono coloro che si lasciano andare al gusto delle cose sensibili e dei luoghi di devozione di cui ho parlato.
1. Va incontro a molti inconvenienti, sia interiori che esteriori, la persona spirituale che corre dietro
ai gusti sensibili per le cose suddette. Per quanto riguarda lo spazio interiore, l’anima non arriverà
mai al raccoglimento dello spirito, che consiste nel fare a meno di tutti questi oggetti, dimenticare
tutti i gusti sensibili, rifugiarsi nel suo intimo e acquisire virtù solide. Circa gli inconvenienti
esteriori, risulta che non riesce a pregare in tutti i luoghi, ma solo in quelli di suo gusto, e così,
molte volte, mancherà alla preghiera, perché, come si dice, sa leggere solo nel suo libro.
2. Oltre a ciò, tale attrazione per i gusti sensibili provoca nelle persone spirituali continui
cambiamenti; appartengono a questa categoria di persone coloro che non sanno stare a lungo nello
stesso posto e a volte non perseverano nella loro vocazione. Li vedrete oggi qua, domani là; ora
scelgono un eremo, ora un altro; ora addobbano un oratorio, ora un altro. Vi sono anche di quelli
che passano la vita a cambiare stato e modo di vivere. Conoscono solo quel fervore e quei gusti
sensibili per le cose spirituali. Non si sono mai sforzati di arrivare al raccoglimento spirituale
attraverso la rinuncia alla loro volontà e l’adattamento ai disagi. Ogni volta che vedono un luogo
devoto di loro gradimento, o qualche forma di vita o stato che si addica al loro temperamento o
inclinazione, vi corrono subito, abbandonando quello che prima avevano abbracciato. Ma poiché si
lasciano muovere dall’attrazione sensibile, ben presto cercano qualcos’altro, perché l’attrazione
sensibile non è costante, ma viene meno molto presto.